La consulenza di carriera

Con il termine “consulenza di carriera” si intende un’attività formativa individuale focalizzata sulla carriera, rivolta principalmente a manager e dirigenti aziendali. Il suo scopo è quello di orientare nuovamente la carriera professionale in seguito ad un licenziamento oppure per sviluppare la propria carriera. A seguito delle profonde trasformazioni in ambito lavorativo, la necessità di rivolgersi a professionisti per gestire al meglio la propria vita professionale è in aumento anche per altre tipologie di lavoratori. Ma di cosa si tratta esattamente?
Consulenza di carriera: quando serve?

Ciò che spinge i soggetti a richiedere una consulenza di carriera e quindi rivolgersi ad un consulente di carriera è normalmente la difficoltà nel trovare un nuovo impiego dopo essere stati licenziati. Spesso, dopo aver lavorato per anni sempre presso una determinata azienda, non si è più in grado di leggere attentamente il mercato del lavoro. Ecco che ci si ritrova in una situazione in cui la ricerca di nuovo posto di lavoro risulta una sfida troppo grande da affrontare da soli. Un altro esempio è rappresentato dai giovani che faticano ad entrare nel mercato del lavoro. In altri casi, può essere utile quando si è insoddisfatti del proprio lavoro e si vuole dare un impulso nuovo alla propria carriera, cercando quindi un lavoro migliore, sia dal punto di vista economico ma anche in termini professionali.

Inoltre, il fatto che circa il 70 % dei contratti di lavoro in Italia siano oggi a tempo determinato richiede una maggiore capacità di gestione del proprio percorso professionale. Detta in questi termini, non basta più riuscire a fare bene il proprio lavoro ma bisogna saper gestire il cambiamento per evitare di peggiorare nel tempo la propria situazione lavorativa. Un percorso completo di consulenza di carriera prevede quindi un’attenta analisi del percorso professionale, le competenze acquisite, i successi ottenuti nel tempo e delle proprie capacità personali.

Come costruire una cassettiera

Per tenere in ordine casa una mano ce la può dare una cassettiera.
La cassettiera bianca può aiutarci a classificare le varie cose che andremo ad inserire al suo interno aiutandoci, alla bisogna, a ritrovare ciò che cerchiamo.
Sul mercato si possono trovare cassettiere di diverse forme e grandezze, ma se anche voi siete degli amanti del fai da te, continuate la lettura perchè vi spiegheremo come costruirne una in modo semplice e veloce.
I materiale che ci occorre per intraprendere la nostra nuova avventura :
1. Tavole di legno a misura, conviene comprare delle tavole già tagliate a misura per abbattere i tempi ed evitare di sporcare eccessivamente.
2. Colla per legno
3. Cassette della frutta in legno, possibilmente robuste
4. Chiodi e martello
5. Maniglie
6. Carta vetrata
7. Vernice atossica
8. Pennello
Come potrete ben capire le cassette di legno svolgeranno la funzione di cassetti della nostra cassettiera, pertanto il lavoro si concentrerà nella costruzione della struttura che dovrà contenerle.
Vediamo come precedere.
Prendere le assi e costruire lo scheletro perimetrale utilizzando la colla ed i chiodi. Posizionare le assi che fungeranno da base per le nostre cassette ed infine chiudere la parte posteriore con la tavola più grande.
In se la lavorazione richiederà una giornata di lavoro alla quale seguirà la rifinitura che dovrà esser effettuata carteggiando la superficie. Una volta ottenuta una superficie liscia,, si procederà a decorare la struttura con la vernice atossica.
In fase di ultimazione, ovvero una volta terminata la e colorata la struttura potranno esser alloggiate le cassette (ripulite se ne necessario) negli appositi spazi.
Alle cassette si consiglia di aggiungere delle maniglie retrò in modo da agevolarne l’estrazione.
Una cassetta artigianale e per certi versi vintage può sicuramente esser il ricovero di qualsivoglia tipo di materiale, conferendo un tocco chic e rustico allo stesso tempo.

Le attività di un investigatore privato

Il compito di un investigatore privato è quello di svolgere indagini e raccogliere prove sulla base delle richieste del cliente. In genere viene contattato un investigatore privato in caso di adulteri, divorzi, spionaggio industriale, danni, etc.
Prima di mettersi nelle mani di un investigatore però, è fondamentale assicurarsi che questo sia abilitato a svolgere la sua funzione e che possa vantare un’esperienza pluriennale nel settore, come agenzia investigazioni Milano. Tutto ciò perché, le prove ottenute dall’investigatore nel corso delle indagini, possono essere utilizzate in sede legale. Ecco che risulta quindi necessario che le prove siano raccolte nel completo rispetto della legge.

Prima di iniziare le indagini l’investigatore deve aver ricevuto il mandato investigativo. Questo è un importante documento che il cliente deve compilare, inserendo i propri dati anagrafici e quelli della persona per la quale si richiede l’investigazione. Può capitare che l’investigatore privato collabori con l’avvocato, reperendo prove favorevoli al proprio assistito, tramite la raccolta di dichiarazioni scritte, informazioni verbali e il reperimento di documenti, oltre che frequentemente di documenti video e fotografici.

È possibile inoltre ingaggiare un investigatore privato per la ricerca di persone, ad esempio di un debitore che ha fatto perdere le sue tracce. Tuttavia l’investigatore non può svolgere servizi che sono riservati alle autorità di Polizia, come le intercettazioni telefoniche, infatti tali attività, se non vengono svolte da personale autorizzato, sono vietate dalla legge e perseguibili penalmente. Nello specifico è possibile anche effettuare pedinamenti con GPS, ossia applicando un rilevatore satellitare sull’auto del soggetto che si sta seguendo.

A tal proposito, la più recente Giurisprudenza ha affermato che la localizzazione degli spostamenti di una persona, costituisce attività di pedinamento e non è assimilabile all’attività d’intercettazione delle comunicazioni.Va sottolineato infatti che il pedinamento operato dagli investigatori privati non rientra nelle azioni moleste, punite in base all’art. 660 del codice penale, anche nel caso in cui interferisca nella sfera di libertà altrui.

La posa in opera di un pavimento nelle ristrutturazioni

Posare un pavimento può essere un cosa molto difficile, soprattutto per chi non ha un po’ di pratica. Per questo in questo articolo tratteremo la messa in opera di un pavimento su piastrelle esistenti. Se il pavimento su cui andremmo ad effettuare la posa è in buone condizioni (senza piastrelle allentate o rotte) potremmo realizzare un buon lavoro senza l’ausilio di un piastrellista che in genere consiglia il fornitore del pavimento in legno o  che si occupa di ristrutturazioni.
Dobbiamo procurarci, oltre ovviamente alle piastrelle, della colla dedicata, un fissativo, un taglia piastrelle, una livella, dei distanziatori ed una malta per turare le fughe.

Per la posa di piastrelle su piastrelle esistenti dobbiamo eseguire queste operazioni:

  1. Pulire: Pulite il pavimento per rimuovere ogni traccia di grasso o sporco.
  2. Tagliate i Montanti: Tagliate gli stipiti delle porte alla giusta altezza.
  3. La Disposizione: Disegnate lo schema di posa del pavimento facendo combaciare l’allineamento delle piastrelle.
  4. Applicate un fissativo: Utilizzate un additivo o un lattice polimerico per aumentare l’adesione e la colla necessaria.
  5. Disponete le mattonelle: Posate le piastrelle, utilizzando un livello per assicurarsi che la piastrella sia piatta ed uniforme. Inoltre sarà opportuno usare dei distanziatori tra una mattonella e l’altra.
  6. Tagliate piastrelle: Tagliate le piastrelle che lo necessitano, utilizzando una sega bagnata o un taglia piastrelle.
  7. Lasciate asciugare: Lasciate la colla  ad asciugare per 24 ore o più.
  8. Chiudete le fughe: Applicate malta sul pavimento, togliendo la parte in eccesso con una spugna umida.
  9. Lasciate agire la malta: Lasciate che la malta per le fughe sia indurita prima di camminare sul pavimento.

Et voilà il pavimento è correttamente posato!

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